Manutenzione delle scarpe

Nel corso della loro vita, tutte le scarpe vanno assistite con un po’ di attenzione, affinché la durata sia la più lunga possibile. E poiché le nostre scarpe hanno la pretesa di durare molto, una buona manutenzione assicurerà che restino ‘giovani’, forti, pulite, e possano accompagnarvi ovunque. 

A seconda dei materiali che compongono la tomaia, i comportamenti sono diversi.

Come pulire il camoscio. Vale anche per lino, cotone, microfibra

Il camoscio è il secondo strato della pelle, quello che si trova al di sotto dell’epidermide. A differenza di quanto spesso si immagina, non è un materiale particolarmente complicato da trattare e nemmeno troppo delicato (considerato che, nelle nostre scarpe, il camoscio è sempre foderato, all’interno, con un altro strato di pelle). 

La manutenzione ordinaria prevede una semplice spazzolatura con uno spazzolino a crini di ottone, reperibile da qualsiasi calzolaio o in qualsiasi supermercato. Una spazzolatura regolare garantirà che le scarpe restino ben spolverate e che si possano uniformare le ‘spettinature’ superficiali tipiche del camoscio.

Per rimuovere invece lo sporco di un utilizzo prolungato o la persistenza di aloni ostinati, basta prendere un vecchio spazzolino da denti, un po' di sapone neutro o di marsiglia e dell’acqua. Si intinge lo spazzolino in acqua, si sfrega sul sapone e si spazzolano le parti sporche, rimuovendo le macchie prodotte dall'uso. Il camoscio assorbe naturalmente la schiuma; eventuale schiuma in eccesso si potrà rimuovere con uno straccino pulito. Si lascia poi asciugare lontano da fonti dirette di calore e infine si dà una spazzolata con la spazzolina di crini di ottone e la scarpa si riassesta. Se volete vedere Gigi all’opera, abbiamo girato un video che mostra il procedimento.

Nel caso di una macchia di olio da cucina, si interviene prima con del borotalco affinché l’unto venga assorbito. Dopo un paio d’ore si spazzola via. Se rimane ancora un po' di alone, si agisce come descritto in precedenza con lo spazzolino da denti.

Questi stessi accorgimenti possono essere usati anche per la tela di cotone o lino, o per la microfibra. NB. senza mai esagerare con il sapone o con l’accanimento, per non logorare il materiale.

Come pulire la pelle pieno fiore

Si chiama “pieno fiore” la pelle che possiede la grana, ovvero lo strato epidermico superficiale.

Una volta spazzolata dalla polvere, si può intervenire con del grasso che la ammorbidisce e la alimenta, risanandola e rendendola idrorepellente. Il grasso si può distribuire con una spazzolina di crini naturali o con uno straccetto. Ne va dato quanto basta, secondo necessità, e sarà l’assorbimento da parte della pelle a determinarne la quantità (più la pelle ‘beve’ e assorbe il grasso, più ne ha bisogno).

Dopo aver distribuito il grasso lasciate riposare mezz'ora e date una spazzolata finale con la stessa spazzola usata per la distribuzione del grasso, ma ormai secca.