La casa in cui vivono mio fratello e sua moglie fu costruita da mio padre nell’ormai lontano 1996, mattone dopo mattone, goccia di sudore su goccia di sudore, durante i fine settimana.

Ho un ricordo molto nitido di mio papà, all’opera, e di me, a due passi da lui, intenta a raccontare la mia giornata a scuola e a passargli le piastrelle del rivestimento del bagno (volevo rendermi utile, in un modo o nell’altro, e fare da intermediario fra lui e le piastrelle mi sembrava la soluzione migliore. Se non altro, mi guadagnavo onestamente la paghetta!).

Mio padre non smetteva mai di ripetermi che “l’artigiano è colui che crea qualcosa di unico con amore”.

Se all’epoca avevo dodici anni e ascoltavo le sue parole con un’espressione fra il nulla e il vago (dannata adolescenza e dannate crisi ormonali...), oggi capisco perfettamente il significato di quella frase: dietro al lavoro di un artigiano ribolle la passione per le cose fatte bene e per la cura dei dettagli.

L’artigiano è colui che ricorre alla propria conoscenza per creare qualcosa di unico che resiste al trascorrere del tempo.

 

Cari amici di Ragioniamo con i piedi, ormai lo avrete capito: questa settimana parliamo di artigianato italiano.

Dal momento che il mio secondo nome di battesimo è Curiosità, ho chiesto alcune informazioni a quel sant’uomo di Gigi…

 

 

Gigi, parlami degli artigiani che collaborano con voi…

 

“Gli artigiani che lavorano con noi hanno imparato il loro mestiere lavorando, dopo aver acquisito un sapere che è stato tramandato loro nel tempo.

Le persone che realizzano scarpe comode, generalmente, hanno intorno ai 60 anni. Mentre i giovani concentrano la loro attenzione soprattutto sull’aspetto estetico della calzatura, gli artigiani di lunga data sanno esattamente come fare di una scarpa qualcosa di confortevole e indistruttibile, ossia un prodotto che la moda riesce difficilmente a restituire”.

 

Spiegami meglio: quali sono le caratteristiche dei vostri artigiani?

 

“I nostri artigiani conoscono benissimo le materie prime, cioè i pellami, così come le diverse fasi di costruzione della scarpa (mi riferisco alla parte superiore della calzatura, la cosiddetta tomaia). Conoscono benissimo anche gli strumenti di lavoro e sono precisi e attenti al controllo della qualità: l’obiettivo, infatti, è realizzare un manufatto salubre per il nostro piede”.

 

Gira e rigira, il concetto è sempre lo stesso: piede sano in scarpa sana…

 

“Proprio così, cara Anna. Le nostre scarpe artigianali, ad esempio, sono tutte foderate internamente, sia i modelli invernali sia quelli estivi, e combinare la fodera interna con la struttura esterna della scarpa è un lavoro di grandissima precisione.

I nostri artigiani sanno esattamente come fare”.

 

La fodera interna non rischia di far sudare troppo il piede durante l’estate?

 

“Assolutamente no! Occorre solo scegliere un buon pellame in grado di assorbire il sudore e di mantenere sano il piede. Come sempre, è una questione di qualità delle materie prime.

Ogni nostra scarpa è un manufatto che racchiude tempo ed esperienza”.

 

Gigi, da cosa si parte per realizzare una scarpa? Una volta scelte le materie prime, come si procede?

 

“Gli artigiani creano le scarpe a partire dalle cosiddette forme in legno che simulano minuziosamente il piede. Ciascun modello ha la propria forma di legno ergonomica che consente di realizzare una calzatura fatta a mano a cui il piede non ha mai bisogno di adattarsi.

I grandi marchi lavorano diversamente: le forme hanno un aspetto diverso e generano una scarpa in cui il piede deve farsi spazio al suo interno.

Se la grande distribuzione punta alla velocità di lavorazione, alla quantità e alla rapidità, noi produciamo meno prodotti, ma a un livello qualitativo totalmente diverso.

Tutto ciò, cara Anna, rientra in un’ottica di amore per l’artigianato e per il vero Made in Italy”.

 

 

 

La scarpa come manufatto unico, e scrigno di esperienza, è un concetto che mi piace tantissimo!

E voi, amici lettori, cosa ne pensate?

Dite la vostra! 

 

 

 

…To be continued…