Non so nella vostra, ma nella mia testa il significato della parola “fiducia” sta assumendo connotazioni sempre più serie.

In un mondo in cui la fregatura, altresì chiamata sòla, è sempre dietro l’angolo, è importantissimo individuare chi non vuole prendersi gioco di noi.

Lavoro, vita privata, quotidianità: se ci sono volte in cui pensate di essere in possesso della calamita acchiappa-sòle, se è da più di 10 anni che pensate che Saturno vi sia contro (eventualità alquanto improbabile) e se avete la vaga impressione di essere turlupinati ad ogni concessione di fiducia, oggi io vi illumino d’immenso: c’è ancora speranza!

 

Ebbene sì, cari amici lettori, c’è ancora speranza: per fortuna ci sono ancora persone che danno valore alla parola “fiducia”.

Vero Gigi?

 

“Verissimo! La relazione con il cliente e il rispetto nei suoi confronti sono due fattori fondamentali, e stabilire un reciproco rapporto di fiducia è prioritario.

Inoltre, è importante illustrare finemente ciò che si sta proponendo entrando nel vivo della materia prima, cioè del manufatto che rappresenta il proprio lavoro”.

 

Il prodotto rivela l’identità di chi lo ha realizzato. Concordi con me?

 

“Sì, concordo pienamente. Sai, quando siamo in giro per l’Italia ci teniamo a presentare fedelmente la nostra identità.

In occasione del Festival delle Basse di Este, ad esempio, abbiamo allestito un lenzuolo su cui abbiamo riportato una riflessione di Erri De Luca, “Elogio dei piedi”.

Abbiamo realizzato anche un totem con alcune scatole delle nostre scarpe anallergiche, in abbinamento a una citazione di Paolo Rumiz contro la società dello spreco, insieme a una piccola carrellata delle prime scarpe prodotte da Ragioniamo con i piedi. Tutto questo in un’ottica di storytelling, cioè per raccontare la nostra storia.

Per questi 3 diversi allestimenti dobbiamo ringraziare la nostra Irene, sempre perfettamente in linea con il credo di Ragioniamo.

È anche grazie a questo entusiasmo, e a questo spirito di squadra, che le persone ci vogliono bene”.

 

I clienti sono, prima di tutto, degli alleati. Questo è un concetto che mi piace assai…

 

“Già, anche a me! Ogni acquisto sancisce un patto di alleanza con il cliente, unendo gli intenti di entrambi”.

 

Fingiamo per un momento che tu sia alla ricerca di personale: come si svolge un colloquio per “Ragioniamo con i piedi”? Sottoponi i tuoi candidati a disumani test attitudinali? Proponi loro una camminata sui carboni ardenti?

Fammi capire…

 

[Gigi ride di gusto]

 

“Assolutamente no, Anna, niente di tutto questo! Diciamo che, dopo aver mostrato loro il lavoro, li porto con me a un mercatino. Così facendo, posso osservare come si relazionano con le persone e come riescono ad ascoltare le loro esigenze.

Molto prima della vendita in sé, infatti, c’è proprio questo aspetto: l’ascolto”.

 

L’arte dell’ascolto per una comprensione migliore di noi stessi e del mondo che ci circonda: quante verità in così poche parole, caro Gigi!

 

 

 

…to be continued…

Foto di Christian Rosswag