Le pelli

C’è pelle e pelle, dunque dire ‘vera pelle’ non basta. Per esempio c'è quella nobile di vitello, liscia e pregiata, e quella di maiale, molto grassa, porosa e poco resistente. Ma soprattutto, tra le pelli bovine, c’è quella conciata al cromo e quella conciata al vegetale.

I benefici della concia al vegetale

Se per caso soffrite di dermatite da contatto da cromo o avete un’allergia al bicromato di potassio, sapete già di cosa stiamo parlando, e siamo felici che ci abbiate trovato.

Ma se avete la fortuna di non soffrire di nessuna di queste patologie, e semplicemente la natura vi ha offerto l’opportunità di espellere le tossine attraverso la cute e in particolare dalle estremità, dove risiedono milioni di ghiandole sudoripare (più nelle donne, pare; ma quelle degli uomini lavorano di più), allora questi benefici sono tutti per voi:

  • Il sudore viene assorbito nel giro di pochi secondi. Anche il più ostinato. 
  • Il piede resta asciutto e prova sollievo, senza rimanere umido e costretto in un ambiente inadatto e poco comfortevole. 
  • Si può stare anche senza calzino. Sono scongiurate dermatiti, micosiipersudorazioni
  • Nessuna sostanza chimica nociva viene trasmessa al corpo, stimolando reazioni tossiche o allergiche, o anche solo irritando la pelle. 
  • La scarpa – sembra incredibile – NON PUZZA.

Il processo di lavorazione

Alcuni confondono concia e colorazione. Sono due processi diversi. La concia precede ogni tipo di colorazione e serve solo ad arrestare il declino organico della pelle, conferendole conservabilità e durata.

Da circa un secolo a questa parte i vari metodi di concia tradizionale, lunga e laboriosa, sono stati soppiantati dalla concia chimica al cromo: veloce, economica, ma purtroppo altamente tossica e inquinante. E benché oggi questa attività sia regolamentata in modo più rigido e severo, i danni sono ancora cospicui, tanto più se la lavorazione viene svolta extra UE.

I primi a soffrirne sono i lavoratori del comparto, segue poi l’ambiente (vi ricordate l’allarme prodotto dal distretto di Arzignano?) e infine tocca, con esiti più o meno eclatanti, alla nostra pelle e al nostro sistema immunitario. Lo sa bene chi soffre da dermatite da contatto da cromo o chi ha maturato una vera e propria allergia alla stessa sostanza.

Viceversa la concia lenta, tradizionalmente effettuata per immersione con i tannini vegetali ricavati dalle cortecce di mimosa, castagno e quercia, è più laboriosa, più lunga e più cara; ma produce una pelle non solo completamente anallergica, ma salubre e migliore per chiunque, a partire dai bambini e adulti fino ad arrivare ai più anziani.

Come abbiamo cercato di elencare qui sopra, gli effetti sul corpo e sul comfort della calzata sono evidenti e impagabili: la pelle, lavorata in modo completamente atossico e naturale, e non rifinita con patine o vernici, può davvero avvolgerci come dentro un guanto ideale, completamente compatibile con la nostra stessa pelle. 

Come avviene il procedimento? Lasciamo che sia Gigi a spiegarcelo: