Ho sempre pensato di far parte della grande schiera di testardi sognatori che abitano il più bel mondo possibile, il più umano, quello dove ci si incontra per caso e ci si sostiene. Non per spirito religioso, ma per umana comprensione, per fascino, perché ci sentiamo naturalmente portati a investire un po’ di quello che abbiamo nell’avventura di un altro.

Con Costanza Bonaccorsi è successo così: lei è una grande donna, campionessa del mondo di canoa. Ama solcare le rapide e lì investe tutta la sua giovane vita. Noi facciamo scarpe e sua madre ci fa una telefonata chiedendomi di investire un po’ sulla grandezza atletica (poi scopriremo anche umana) di sua figlia. Hanno bisogno di soldi per pagaiare, nessuno gli offre qualcosa e hanno pensato a noi di Ragioniamo con i Piedi, forse perché il nome è tutto un programma :-))

Io ci penso. Anche noi navighiamo in acque sempre torrentizie, con rapide che ci fanno rovesciare e tenersi a galla è complicato. Ma sarà proprio per questo che sentiamo nascere subito un’empatia diretta, senza mediazioni, di cuore prima che di mente.

Ok! investiamo una miseria che però è ricchezza per entrambi e partiamo. Le nostre relazioni sono solo telefoniche ma seguiamo gli eventi via social. La mamma di Costanza ci invia le foto del cajac che porta il nostro marchio vicino a quello del Mugello. Le altre immagini sono fatte di spruzzi, virate improvvise alla ricerca di acqua da solcare e di pietre da evitare, ci colpisce la grinta del viso concentrato di Costanza: decisa, denti stretti e la pagaia saldissima fra le mani.

Poi arrivano i risultati: Campionessa italiana, poi Europea e ancora Mondiale, poi finalista al World Paddle Awards gli oscar della canoa mondiale. Noi con lei, grandi lottatori con il miglior carburante nelle vene:

IL MATERIALE DI CUI SONO COSTRUITI I SOGNI.

Noi con pochissimo merito perché  è la sua mente e i suoi muscoli che hanno fatto tutto.

Poi passano due anni e il 27 aprile vedo arrivare nello stand di Firenze alla Fortezza da Basso due simpatiche ragazze, madre e figlia, la madre mi dice:

“...lei è Gigi Perinello?”

“Sì signora sono io”

“lo sa che lei è stata  l’unica persona che ha creduto in mia figlia?”

Provo un attimo di sgomento e mi chiedo quando? come? perché? chi mi ha convinto ad avere questo merito che non ricordo di avere scelto!!!

“Mia figlia è Costanza Bonaccorsi, lei è stato l’unico che l’ha sponsorizzata per gareggiare e volevamo conoscerla e ringraziarla.”

“........ora ricordo, Costanza, la Canoa, gli spruzzi, la Grinta eccezionale dipinta sul viso, acqua torrenziale ovunque e attraverso gli spruzzi il laccio di Ragioniamo con i Piedi che si intravedeva!!!!”

“...che sorpresa, sei venuta a salutarmi, sei gentilissima, hai abbandonato per un pomeriggio la canoa…”

Ora Costanza parla:

“No la canoa l’ho abbandonata da due anni, tu sei stato l’unico insieme col comune del Mugello a sostenermi, nessun altro ha creduto in me e ho chiuso!!!!”

Il mio cuore ha sentito aprirsi una crepa, dolorosa… ancora una bella vita dedicata ad un sogno che non viene aiutata a decollare come si merita.

Costanza sussurra: “Solo il calcio…..”

in mezzo al dolore che provo alleviato dal bel sorriso di Costanza, mi riprendo e mi aggrappo a lei in un abbraccio tenero e solidale.

“ho deciso di lavorare perché la canoa non mi permetteva di vivere”

Non aggiungo altro a questo racconto. Solo un articolo di un giornale fiorentino che racconta di questa ragazza.

 ARTICOLO_BONACCORSI