Ciao Gigi, eccoci al nostro secondo incontro. È bello ritrovarci!

 

“Ciao Anna! Sì, anch’io sono molto contento di tornare a fare due chiacchiere nel nostro salottino virtuale. A proposito, dici che ci stiano spiando?”.

 

Non so perché, ma qualcosa mi dice di sì! [ Entrambi ridiamo di gusto ].

Ok Gigi, torniamo a noi. Questa settimana vorrei parlare insieme a te di un argomento che stuzzica sempre: l’abbigliamento come elemento capace di rivelare un carattere, un’inclinazione individuale, un modo di essere.

Molti studi socio-psicologici si sono occupati di questo tema che, fino a prova contraria, parrebbe essere inequivocabile…

 

“Sì, sono d’accordo, l’abbigliamento rispecchia – o dovrebbe rispecchiare – la nostra personalità. La classica affermazione Dimmi che scarpa hai e ti dirò chi sei non può essere più vera…”.

 

Esatto. Se tu dovessi fare un identikit del tuo cliente-tipo, che cosa potresti dire? Qual è la personalità di chi acquista le scarpe di Ragioniamo?

 

“È una bella domanda, ma so esattamente come risponderti. Coloro che comprano le nostre scarpe sono simili a noi: sono persone riflessive, amanti della comodità, della praticità e delle lunghe passeggiate accompagnate da chiacchiere. Chi è interessato al nostro marchio dice sì alla riflessione e no agli orpelli”.

 

Quindi ti riferisci a persone che danno importanza alla sostanza. Giusto?

 

“Esattamente. Caratterizzato da un carattere forte e schivo allo stesso tempo, chi acquista le nostre scarpe veicola pensieri interessanti e innovativi. Non è qualcuno di banale e alla presenza scenica preferisce quella intellettuale.

Quando un mio cliente apre bocca, ha sempre qualcosa da dire”.

 

Insomma, un cliente che sa ciò che vuole e che non deve chiedere mai!

 

[ Gigi ride e fa sì con la testa, divertito. ]

 

Sai, mi capita spesso di ascoltare frasi del tipo: “Questo capo non è per tutti, bisogna saperlo portare”…

 

“Già, bisogna indossare ciò che sentiamo nostro, ciò che ben si adatta a noi. Dobbiamo sentirci seducenti, in armonia con noi stessi e con gli altri.

Le persone che incontro, e che comprano le nostre calzature anallergiche, non sono soggette alle mode, si piacciono così come sono”.

 

Che effetto ha la moda sulle menti?

 

“Ha un effetto tendenzialmente negativo, cara Anna. La moda tende a dequalificare l’immagine che abbiamo di noi stessi, spingendoci ad adeguarci a un’idea esterna che non ci appartiene, ma che ci viene data come legge. Io credo che dovrebbe essere il contrario: dovremmo adeguare il nostro abbigliamento a ciò che sentiamo di essere veramente.

Se la moda è sinonimo di costrizione, la scelta è sinonimo di libertà”.

 

Scegliere come esprimere il proprio modo di essere, anche sul piano estetico. Come darti torto? Mentre parlavi mi sono venuti in mente tre diversi stili: intellettuale, femme fatale e dinamico.

Facciamo finta che, in occasione di una delle prossime fiere a cui sarete presenti, al tuo stand si presentino Woody Allen, Monica Bellucci e Roberto Benigni.

Dopo essersi fatti un piatto di spaghetti, ora hanno voglia di comprare un paio di calzature ciascuno e scelgono di acquistarle da te. Quali scarpe anallergiche consiglieresti ai tuoi illustri clienti?

 

“A Woody Allen suggerirei una Bios, quindi una scarpa dalla pianta molto larga per poter essere comodo ovunque. Secondo me un mocassino largo, con una suola robusta ed elastica, farebbe al caso suo…”.

 

E per la Bellucci e Benigni?

 

“Alla Bellucci consiglierei una Kahlo. Stiamo parlando di una donna che non ostenta la propria bellezza e che non ha alcun bisogno di creare corti circuiti (in fin dei conti, è lei stessa un corto circuito!).

Le proporrei un tronchetto semplice, liscio e comodo per tutte le occasioni, oppure una scarpa dal tacco o dalla zeppa appena accennati, così da potersi muovere agilmente.

Per Benigni, invece, vedrei bene un’Ercoli con suola in cuoio: lui è sempre in movimento, è frizzante, quindi ha bisogno di una calzatura che gli tenga testa. Dal mio punto di vista, gli servirebbe qualcosa di elastico, di flessibile e di elegante, il cosiddetto elegante-sportivo”.

 

E una volta scelte le scarpe, che faresti con tre vip come loro?

 

“Che domande, andrei a cena con Woody Allen e Benigni. Penso che rimarrei affascinato da tutto ciò che potrebbero dirmi! La Bellucci ha forse troppo poco da raccontare e troppo da mostrare.”.

 

 

 

Cari amici lettori, quando acquisterete le vostre prossime calzature, sceglietele sulla base di ciò che sentite di essere.

Se Steve Jobs diceva: “Siate affamati, siate folli”, Gigi vi dice: “Siate voi stessi!”.

 

 

 

To be continued…