Liturgia della CURA, del RECUPERO, della RIPARAZIONE

Tempo fa lessi un articolo che titolava: “Riparare è un atto radicale”, leggetelo perché è interessante e assolutamente condivisibile. Mette in evidenza come, per fare marketing serio, bisogna investire su parole come: duraturo, riparabile, recuperabile.

L’obiettivo è “SALVARE IL MONDO” da CO2., usa e getta, rifiuti, estrazione di risorse naturali e...mancanza di lavoro (aggiungo io).

Credo che assumersi responsabilità sia un elemento decisivo in ogni percorso di salvezza. Salvare noi ed il mondo è molto impegnativo e direi che le cose vanno di pari passo: se ci impegnamo per il mondo lo possiamo fare perché sappiamo che quel mondo lo dobbiamo vivere noi, nella sua bellezza e nella sua complessità.   

IL CIABATTINO è il mio simbolo.

Figura mitologica, che ha un suo cantuccio nell’immaginario giovanile, io lo ricordo sempre intento a martellare chiodini che recuperava dalle labbra, una volta “fresati ed affilati dai denti”, e poi le manone che tiravano il filo di canapa con la lesina “impeciata” (intrisa di pece) e il mastice odoroso. E cuoio e pelle e fatica immensa.

IL CIABATTINO è per antonomasia il riparatore, un maestro nell’arte di ridare vita e forma alle scarpe consunte, troppo usate, stanche di essere abrase e sgretolate da freddo, pioggia, sassi, fango e fatica.

IL CIABATTINO scomparso, ma non per mancanza di lavoro ma mancanza di legami con il tempo che cambia, per la qualità che se ne va e trasforma le scarpe in oggetti irriparabili fatti di plastica, perchè il mondo lo ha dismesso insieme a scarpe che durano qualche mese e si gettano nella pattumiera.

IL CIABATTINO scomparso ma non estinto. Lavoratore resistente per amore: quello per la scarpa. Amore che come ogni amore fa soffrire nell’abbandono ma che può miracolosamente produrre delle rinascite se la passione e la cultura che lo animano non si annebbiano fino a perdersi.

Una settimana di molti anni fa tenni un corso di riparazione ed incollaggio a dei ciabattini del basso vicentino. 5 sere (di giorno tutti lavoravamo) che ci fecero capire che eravamo amanti innamorati, temporaneamente abbandonati. Per quanto volessimo, le scarpe non si potevano più riparare, troppa plastica, troppo poco valore per intervenire. Aprimmo l’ultima sera un bottiglione di rosso e pensammo che non sarebbe stata la fine!

Infatti sta per risorgere: IL CIABATTINO.

Ho visto affacciarsi sulle piazze uomini inattesi, con il grembiule di cuoio, con mani callose e menti raffinate: ne conobbi uno a Traversetolo, laureato in filosofia, che sapeva cucire pelle e cuoio con la Mec Val, una macchina da cucire così robusta, potente e ingestibile, che lo eressi al ruolo di eroe moderno: per la forza muscolare, che la filosofia non insegna, poi per la passione per la bellezza del riparare, che ogni filosofo dovrebbe coltivare per amore dello “stare al mondo”.

Capii che ciò che volevo fortissimamente per la salvezza di uomini e mondo era possibile. Bisognava ritornare ad usare materiali nobili, che si possono riparare perchè sono il prodotto della natura che come una madre vuol offrire ai propri figli la salvezza. Mi dedicai a realizzare il mio progetto partendo da scarpe che possano avere una lunga vita e che possano evitare la pattumiera salvate dal CIABATTINO.

                    

                   scarpe realizzate con materiali riparabili

                                           grande durata

            ciabattinata (tagliando o riparazione) quando occorre

                               salvezza e rispetto del vivere

pensate, tutto ciò succede perché ci siete voi che comprate le scarpe di RAGIONIAMO CON I PIEDI siete i primi alleati in questo percorso fatto di impegno per tutti. Voi, miei alleati, che per primi fate la scelta del meglio e del duraturo. Scelta che abbandona la facilità del consumo cieco, senza cultura, ma che indirizza i propri acquisti investendo in conoscenza e trasparenza.

Il primo risultato?

E’ TORNATO IL CIABATTINO

Gigi Perinello