La natura ama nascondersi

-cit. ERACLITO

Nascere è meraviglioso. Siamo chiamati a farlo moltissime volte dopo la prima volta. E’ sempre un po’ faticoso, ma a lungo andare ci proviamo gusto. E’ sempre una questione di determinazione e resistenza. Per nascere bisogna essere determinati, avere un obiettivo, scegliere di uscire dalla condizione rassicurante del bozzolo che ci crogiola e dirigerci verso la conoscenza, per non vivere come bruti ma….ci vuole resistenza, forza di volontà, amore per migliorarsi, desiderio di “CANOSCENZA”. Altrimenti le “onde gravitazionali” come avremmo potuto trovarle? :-)

E’ questo istintivo, potente, incontenibile desiderio di sapere che ci rende straordinari e ci dà il carburante per scavare oltre ogni limite: curiosare, indagare, esaminare, esplorare, scandagliare, scrutare, sondare, conoscere.

Questo è il gioco della vita perché sia VITA, non un passaggio fugace nel mondo ma un solco profondo scavato da noi. Ed è il sapere che ci rende capaci di distinguere, di scegliere, di elaborare con un po’ di soddisfatta autonomia di pensiero.

La frase di Eraclito ci spinge in due direzioni:

  1. la natura si nasconde perché è complessa e non si rivela subito

  2. la fatica di scoprire è un’emozione unica e necessaria, se vogliamo godere del piacere di conoscere ciò che si trova celato dietro la complessità

Non è bellissimo sapere che dovremo fare un po’ di fatica per migliorarci attraverso la conoscenza? E che questa umana fatica aumenterà il nostro alfabeto di decodificazione del mondo e delle sue leggi?

Voi vi chiederete perché questa premessa quando è evidente che vi parlerò di scarpe?

Beh, perché mi piaceva quella frase e perché si combina bene con il concetto di cui mi interessa continuare a parlare (visto che l’ho in parte trattato nella Newsletter precedente):

Conoscere quello che si cela dietro ad ogni nostro acquisto.

La cultura arcaica, quella in cui l’uomo conosceva gli oggetti che aiutavano a vivere, le materie prime con cui erano realizzati, il lavoro che si celava dietro ogni manufatto, non esiste più e non dovremmo continuare ad evocarla come una garanzia di naturalezza perduta. Non esistono nemmeno più gli artigiani di una volta perché non hanno accesso a materie prime uniche, visto che non se le sanno produrre. Sono costretti ad adoperare ciò che trovano sul mercato della rivendita. La risposta a questi cambiamenti, che sono rivolti soprattutto alle fasce meno abbienti della popolazione, è abbattere il muro della disinformazione chiedendo spiegazioni ad ogni quesito che ci vien da fare ogni volta che compriamo. E ad esso la risposta deve essere data in modo chiaro, comprensibile e soggetto ad ampliamenti qualora se ne sentisse il bisogno. In modo da riportare la relazione di scambio al giusto valore, quello che dovrebbe aver sempre avuto. Fatto di rispetto del lavoro di entrambi i contraenti. L’uno capace di sostenere le proprie spese attraverso la propria retribuzione, l’altro che si sostiene del lavoro concentrato a realizzare il manufatto oggetto dello scambio.

Noi investiamo, letteralmente investiamo, nel sostenere delle piccole realtà con cui collaboriamo senza discutere il costo dei loro compensi. Crediamo sia necessario sostenere il concentrato di sapere che dietro a quelle si cela. Il lavoro manuale è fatto di soluzioni ricercate quotidianamente, di innovative minute scoperte, che segnano miglioramenti di processo e vantaggi qualitativi. Non possiamo togliere risorse in questa direzione. Lì si cela il segreto delle eccellenze che l’uomo sa realizzare e le qualità del prodotto che vogliamo.

Per esempio da un paio d’anni noi abbiamo riscoperto una lavorazione che, non vedendosi da fuori, nella scarpa è stata soppressa:

la lavorazione VERO IDEAL

Vi rimando alla foto che ne descrive la costruzione: https://www.ragioniamoconipiedi.it/it/stivali-e-tronchetti/107-kahlo.html

Fare la scarpa con quella lavorazione vuol dire fare una doppia scarpa (ecco perché non si fa più ma lo si imita con lavorazioni simili, alla vista, ma meno pregiate e calde). Più lavoro ma più robustezza e durata della scarpa, più riparo per il piede, maggior compostezza e tenuta della forma, grande resistenza all’acqua, maggior ampiezza nell’utilizzo annuale. Tutte qualità che, se fossimo colti nel comprare o scegliessimo di farlo da chi ci spiega come è realizzato un manufatto, ci renderebbero la vita più sana, con oggetti duraturi e cui ci possiamo affezionare.

Quindi gran parte delle nostre scarpe della collezione invernale sono realizzate in VERO IDEAL sono:

  1. comode e adattabili al piede

  2. calde d’inverno per naturale predisposizione della scarpa a tenere riparato il piede

  3. sono sane perché assorbono il sudore senza che ristagni (uno dei motivi dei piedi freddi)

  4. longeve perché robuste

  5. Realizzate con materiali di eccellenza che ricerchiamo con lo stesso interesse per la conoscenza che invochiamo in questa news.

Alla fine ci sono riuscito, vi ho parlato di scarpe e di lavoro che si sviluppa in due direzioni che sono quelle dello scambio:

  1. chi acquista deve presentarsi al momento dello scambio con una cultura che gli permetta di valutare cosa e da chi sta comprando  

  2. chi vende e produce deve informare, con precisione e spirito di conoscenza, come fa a realizzare gli oggetti che offre e quali materie prime sono coinvolte, spiegandone qualità e lavorazioni.

In questo modo scopriremo il piacere di sapere e verremo ripagati della fatica di svelare qualche importante caratteristica della natura,

che... “la natura amava nascondere”.

Gigi