Ma a chi mettiamo in mano i nostri piedi?

Tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina.

(Friedrich Nietzsche)

Quanti Piedi ho visto in 40 anni di lavoro con le scarpe:

perfetti (pochi)

malandati (molti)

La domanda che sorge spontanea quando scegliamo un paio di scarpe è:

Ma a chi mettiamo in mano i nostri piedi?

A chi affidiamo una delle parti importanti del nostro corpo, che ci fa spostare, conoscere, divertire, raggiungere, allontanare, abbandonare, scalare, calciare, scivolare, attraversare? A chi affidiamo il compito di calzarci con cura per poter “VIAGGIARE” sia emotivamente che geograficamente?

Visti i piedi doloranti e malformati, puzzolenti e corrosi, stanchi e delusi, depressi e disillusi che frequentano la nostra bottega, direi che li affidiamo a folletti perversi, che progettano scarpe senza immaginare che dentro ci deve stare un piede, con le sue giuste pretese di comodità e salubrità.

Avete notato come in televisione da un po’ di tempo passino spot di ditte che ci propongono l’antimicotico di ultima generazione capace di debellare quei “fungacci” che hanno attaccato le unghie dei nostri piedi? Ma quanti soldi spendono di pubblicità? Ma quanta gente è colpita da questa malattia? Ma quante scarpacce in sintetico circolano per creare un ambiente così umido all’interno della scarpa da far proliferare bellamente i funghi sulle nostre unghie? Non sarebbe più facile dire a tutti: cambiate scarpe, usate quelle con pellami adatti affinché il sudore che emette per necessità il nostro piede venga assorbito e rimosso dalla superficie, senza creare quell’ambiente umido che fa rovinare le nostre unghie! No, meglio creare un nuovo business, quello degli antimicotici.

Noi siamo fra i testardi promotori di un nuovo sistema di vendita della scarpa che avvicina l’utilizzatore al produttore. Noi accorciamo filiere altrimenti insostenibili per numero di passaggi e quindi per moltiplicazioni di prezzo. Quelle filiere stanno svilendo il pregio delle scarpe che compriamo attraverso l’abbassamento della qualità dei materiali e guarda caso sono proprio le parti interne delle scarpe che peggiorano dato che ci hanno insegnato a guardare solo il look esterno.

I peggiori “crimini” per i piedi si realizzano sempre dentro le scarpe.

Perchè, se si deve risparmiare, si risparmia dove nessuno guarda: appunto dentro la scarpa dove oggi i materiali più usati sono sintetici o tessuti che hanno la caratteristica di aumentare il calore interno (d’estate i nostri piedi soffocano) senza assorbire il sudore che dobbiamo secernere visto che ci permette di eliminare rifiuti dal nostro corpo (funzione che sarebbe meglio non perdere).

La nostra strategia di vendita diretta ci permette di accorciare filiere ed utilizzare il beneficio di costo che acquisiamo in qualità. Ma non solo: noi viviamo di “PASSAPAROLA”, se facciamo buone scarpe i nostri clienti parlano bene di noi e ci portano altri clienti, se “deludiamo” siamo costretti a chiudere. Che ne dite di questo antico sistema di competizione che elimina i costi della pubblicità? Pubblicità che spesso racconta cose che non c’entrano nulla con ciò che ci vogliono vendere.

Dunque noi, per strategia d’impresa, puntiamo a realizzare scarpe che siano salubri, non producano cattivi odori, assorbano il sudore evitando l’insorgere di micosi, non inducano allergie da contatto né da cromo né da gomma, siano comode come calzata ed il più possibile gradevoli.

Non è difficile, ci vuole una strategia di vendita innovativa ed un po’ di coraggio da parte della nostra clientela nel fare un “atto di fede” su quello che raccontiamo e su quello che raccontano di noi.

Noi sappiamo che:

“AFFIDATE I VOSTRI PIEDI ALLE NOSTRE MANI”

Gigi Perinello