Il piede dell’atleta

Vi siete mai chiesti quanto può pesare la nervatura delle ali di una farfalla? No? Neanche noi, ma deve pesare pochissimo, anzi, nella scala dei numeri dovremmo usare quelli infinitamente piccoli. Ecco, è la stessa unità di misura che potete usare per determinare il nostro peso nel mondo delle scarpe.

Eppure siamo ambiziosi al punto di pensare che possiamo offrire soluzioni per i nostri piedi come oggi nessuno è in grado di fare, e tanto meno a prezzi accessibili come noi. Siamo presuntuosi, è vero, ma a ragion veduta. 

Ora meritate una spiegazione.

La primavera, che quest’anno ci sta coccolando con sole e pioggia, ci trattiene all’interno di scarpe invernali che, all’improvviso, diventano insopportabili. Caldo, freddino, sole, pioggia, il desiderio di uscire di casa e stare all’aperto ci spingono verso calzature che si definiscono “fuori porta”  (outdoor), rigorosamente sportive, per cui i nostri piedi vengono improvvisamente stressati. Da cosa? Dai materiali sintetici (cioè da plastica), che lessano per benino e trattengono l’umidiccio che i piedi producono per tentare di salvarsi. Non hanno tutti i torti, poveracci, avvolti da plastica dai nomi tecnologici suadenti, ma intrinsecamente minacciosa.

Ma veniamo agli effetti del “plasticoso” involucro:

  1. Il sudore prodotto dai piedi asfissiati e bollenti è trattenuto all’interno della scarpa, dove si crea l’ambiente umido adatto a ogni forma di micosi. Il problema è talmente vasto che c’è chi ci fa sopra un discreto business.
    Per esempio, da qualche mese una grossa impresa di scarpe e prodotti per i piedi, invece di consigliare calzature giuste e salubri, pubblicizza unguenti antimicotici per le unghie. Nessuna soluzione preventiva: meglio, molto meglio vendere un prodotto in più.

  2. Il calore, combinato con il sudore, attacca la pelle dei piedi che, poverina, non resiste e si ammala di una micosi fastidiosa, pruriginosa, con arrossamenti e bolle che si concentrano spesso fra le dita. Inconveniente che va sotto il nome gentile di piede d’atleta, che nobilita la perentoria diagnosi scientifica: tricofitosi o tinea pedis (tigna del piede!). 

Noi pesiamo pochissimo, ma per quello che riguarda la prevenzione delle malattie dei piedi abbiamo spesso la soluzione. Con noi si risolvono (o, nella peggiore delle ipotesi migliorano di molto):

  • la sudorazione eccessiva, non rimossa o male assorbita; 
  • le allergie e dermatiti da contatto (da cromo per esempio); 
  • le orrende puzze di scarpe fetide. Grazie a questo beneficio, a volte salviamo persino matrimoni incrinati o pesanti conflitti adolescenziali genitori-figli.

Le nostre scarpe hanno un invisibile segreto. Un’anima nobile e antica che avvolge di confortevoli essenze vegetali il nostro piede. Chi prova le nostre scarpe sente di aver trovato il rimedio a sofferenze cui si era oramai rassegnato da tempo, non trovando né cure né prevenzione adeguate.

Intendiamoci, non abbiamo inventato nulla. Da millenni l’uomo intuiva che le filiere distributive, l’uso smodato della pubblicità, la lontananza delle produzioni ci avrebbe privato di ciò che ci spetta: scarpe sane e concepite come dio comanda.

Il nostro metodo è di rivestirle internamente di pelle a concia vegetale non colorata né verniciata, in grado di assorbire bene il sudore e mantenere il piede fresco e asciutto, anche in estate.