Sul numero di dicembre del “Gallo Parlante”, mensile di “approfondimento e critica costruttiva” distribuito gratuitamente nell'area prenestina e dei castelli romani, ci dedicano spontaneamente una bella pagina nella rubrica “Aziende virtuose”. La riportiamo per intero.

«Prima di fare scarpe Gigi Perinello sposa un pensiero. Quello di fare impresa dove il guadagno produca un reddito diffuso e non incentrato nelle mani di pochi a discapito dei molti. Inoltre ha scelto di utilizzare materiali non dannosi per l’ambiente e di produrre calzature che possano durare nel tempo se curate da mani artigiane che le sanno far durare. Un colpo alla cultura dell’usa e getta.

«Ragioniamo con i piedi nasce nel 2008 da un’idea di Gigi Perinello, dopo 35 anni di esperienza maturata nel settore calzaturiero. Questa azienda nasce allo scopo di dire NO al finto made in Italy, di contrastare filiere produttive lunghe, lontane e costose, di evitare la sponsorizzazione del consumo usa e getta, di evitare prodotti chimici dannosi per l’ambiente nella concia delle pelli.

Grazie alla collaborazione con alcune piccole manifatture italiane, oggi tutte localizzate tra la provincia di Mantova e Verona, l’azienda produce scarpe di elevato livello qualitativo, prendendo parte allo stesso processo produttivo attraverso la selezione e il collaudo di tutti i materiali e modelli.

Infatti per poter produrre scarpe per “Ragioniamo con i piedi” bisogna seguire un preciso disciplinare qualitativo molto rigoroso: produzione 100% in Italia, finiture artigianali, scelta accurata dei pellami e di ogni materiale utilizzato oltre che salubrità dei processi produttivi e riduzione al minimo dell’impatto ambientale.

Le pelli delle scarpe prodotte sono conciate con tannini vegetali di mimosa, castagno e quercia: un processo antico, che garantisce un ottimo assorbimento del sudore e la piena tollerabilità da parte di pelli sensibili e allergiche.

Ma cosa anche molto importante è che le scarpe di “Ragioniamo con i piedi” non sono prodotti usa e getta, ma sono risuolabili e restaurabili facilmente dai normali ciabattini, sempre che ne troviamo uno nelle grandi città. Questa è una garanzia di durata e di sostenibilità, visto che si produce meno e di migliore qualità.

La distribuzione non prevede l’apporto del mondo del grande commercio e della moda, per ridurre al minimo i costi di intermediazione, pubblicità e marchio: si tende invece ad aumentare il potere di acquisto da parte degli acquirenti finali, dando la possibilità di acquistare direttamente in fabbrica.

La scelta è giustificata dal fatto che nel sistema commerciale tradizionale l’85% del prezzo ricompensa il sistema distributivo e (quando va bene) solo il 15% copre il costo effettivo del prodotto; dunque, affinché il prezzo resti competitivo sul mercato, la qualità deve necessariamente essere ridotta ai minimi termini e la produzione delocalizzata e sottopagata.

Acquistando da “Ragioniamo con i piedi”, invece, il prezzo di vendita è realmente proporzionato al valore effettivo della scarpa, tanto che almeno il 50% del prezzo finale di vendita si riferisce a lavorazione, materiali e manodopera. La filiera, così ridotta, diventa invece uno strumento di creazione di lavoro e di benessere, cosa impossibile nell’ambito dello sfruttamento e della mano d’opera a basso costo»*. 

Grazie a Claudio Auriemma, direttore del “Gallo parlante”, per questa nuova alleanza. Bella rivista: tra ribelli, ci si intende.

* Tratto da “Il Gallo parlante”, dicembre 2015, anno 1 numero 2. www.ilgalloparlante.org