La concia delle pelli è un processo antichissimo che da secoli viene impiegato per il mantenimento del pellame.


Concia delle pelli: la vera storia

Già durante la preistoria, veniva utilizzato per bloccare il naturale deperimento della pelle, con un procedimento che non differisce di molto rispetto alle modalità che conosciamo oggi. I Maestri conciatori toscani, i più grandi per quando riguarda quest’arte, custodiscono gelosamente i trucchi del mestiere. Oggi la concia è diventata un’arte per pochi.
Le pelli conciate al vegetale risultano essere dunque dei materiali di prima qualità, lavorati artigianalmente, di cui sono davvero pochi i prodotti che ne possono vantare l’uso. La concia delle pelli permette di ottenere cuoio naturalmente bello e resistente, rispettando l’ambiente e la natura grazie all’impiego di tannini vegetali che permettono di ottenere una pelle completamente anallergica, atossica e naturale, perfetta per le pelli sensibili.

Noi di Ragioniamo con i Piedi vogliamo spiegarti, per filo e per segno, per quale motivo la pelle vegetale è di qualità nettamente superiore rispetto a quella industriale e perché si tratta della scelta migliore per te e per l’ambiente. Cominciamo!


Pelle conciata al vegetale, una scelta ecologica per te e per l’ambiente

Innanzitutto, chiariamo di cosa si parla quando si fa riferimento alla pelle conciata al vegetale.
La concia è un processo assolutamente necessario per rendere la pelle durevole e utilizzabile nella produzione di scarpe e accessori, perché permette di bloccarne il deperimento (d’altronde, si tratta pur sempre di materiale organico). Oggi le industrie hanno soppiantato il processo di concia tradizionale, molto lungo e non adatto alla produzione su larga scala, preferendo la concia chimica al cromo, sicuramente più veloce ma anche più tossica e inquinante. Anche se quest’attività è regolamentata, i danni, soprattutto se la lavorazione viene svolta extra UE, sono davvero ingenti.

Invece, il metodo di concia tradizionale per la lavorazione della pelle vegetale è sicuramente più lento, ma più sano e meno impattante. Tutto viene recuperato o riciclato. L’acqua utilizzata per la concia viene recuperata e destinata ad attività secondarie, mentre il pelo estratto serve per la creazione di fertilizzanti. I fanghi prodotti vengono invece raccolti e impiegati nel settore edile per la produzione dei laterizi. Inoltre, concia vegetale vuol dire mettere al bando la plastica e i derivati, che sono un grave danno per il pianeta.

Tristemente, molte aziende non si rendono conto della gravità della situazione e preferiscono pensare ai guadagni, utilizzando per la tomaia materiali economici in plastica che, oltre ad essere difficili da smaltire, sono anche irritanti per la cute. Per questo motivo, noi di Ragioniamo con i Piedi difendiamo e sosteniamo la vera pelle, facile da smaltire, proprio perché totalmente naturale grazie all’uso dei tannini.


Il tannino per la concia vegetale

Per la concia vegetale, il vero protagonista è il tannino, senza il quale non avverrebbe la magia. Si tratta di una particolare sostanza che si trova in alcuni tipi di alberi e piante, come il castagno, la mimosa e soprattutto il quebracho, un albero argentino che ne è pregno.
A cosa servono i tannini? Fondamentalmente, rendono inossidabile la pelle, facendo sì che non si deteriori, bloccando il naturale decadimento delle sostanze organiche. I tannini, per la concia, sono dunque essenziali. Inoltre, conferiscono colore e aroma, sfumature calde e intense, irripetibili, che rendono la pelle unica nel suo genere. Insomma, no tannino no party.


Lavorazione pelli, come funziona?

La lavorazione delle pelli prevede pochi step, ma essenziali.
Il primo passo per preparare la pelle è sceglierla. Non tutti i pellami sono uguali. La pelle di maiale, ad esempio, è troppo fragile e porosa per essere utilizzata per i nostri scopi. Il cuoio destinato alla produzione delle nostre scarpe deve essere resistente e di qualità, così da durare molti, molti anni. La pelle utilizzata è quella dei bovini destinati all’industria alimentare. In questo modo, vengono riciclati dei rifiuti organici industriali che, se non venissero utilizzati, sarebbero altamente inquinanti e difficili da smaltire.
Noi di Ragioniamo con i Piedi prediligiamo la pelle di vitello, più liscia e chiara, uniforme, perfetta per ottenere delle sfumature omogenee e per resistere a lungo.
Solo dopo aver scelto il pellame si passa alla concia vera e propria. Questo processo, antichissimo, serve ad arrestare il declino organico della pelle, rendendola praticamente eterna.

Il ciclo produttivo artigianale, curato in ogni minimo dettaglio, prevede l’immersione delle pelli in vasche piene di acqua e tannini, a circa 25-28°. Su queste vasche vengono posizionati dei bancali in movimento che permettono una migliore penetrazione delle sostanze.

Il pellame estratto dalle vasche viene messo ad asciugare lontano dai raggi solari, evitando così l’ossidazione dei tannini e preservando le autentiche sfumature e gli aromi della pelle.

Una volta asciutte, le pelli vengono ingrassate in un ampio bottale che gira a una velocità molto rapida, così da scaldare il cuoio e far penetrare il grasso nella pelle, che risulta lucida e flessibile.

Ed ecco che i pellami vegetali sono pronti per la produzione di scarpe, borse e accessori, totalmente ecosostenibili grazie ai pochi passaggi e all’utilizzo di sostanze naturali.


Conciare le pelli naturalmente: ecco perché

Conciare le pelli naturalmente non è da tutti. Lavorare con materie prime di qualità permette di creare scarpe personalizzate, nel rispetto della tua persona e dell’ambiente. Ciò che rende le nostre calzature uniche è proprio la venerazione e la passione che stanno dietro al processo di produzione.

Le scarpe industriali, tutto questo amore e cura nei dettagli, se li sognano. Nella “fast fashion” la cosa più importante non è la qualità, ma la velocità nella produzione. Ciò implica l’utilizzo di materiali scadenti tra cui plastica e sostanze chimiche dannose, per te e per l’ambiente, che vengono impiegati per la produzione di scarpe di bassa qualità che dureranno forse un paio d’anni e che nel giro di una stagione saranno già fuori moda.

Le nostre calzature sono invece di produzione artigianale. Realizzate su misura, le pelli impiegate per la fodera non sono trattate con sostanze tossiche, come coloranti o metalli pesanti, responsabili di reazioni allergiche da contatto e irritazioni.

Inoltre, la concia vegetale rende la pelle traspirante, lasciando così il piede asciutto e confortevole, e grazie alla produzione artigianale non basata su economie di scala è possibile tenere conto delle varie esigenze del piede, come l’alluce valgo o le dita a martello, personalizzando la calzatura, nel totale rispetto della tua unicità.


Pelle o non pelle? La scarpa può essere veramente solo vegetale?

Pelle o non pelle? È questo il dilemma! Alcuni, forse, si staranno chiedendo come è possibile parlare di scarpe conciate al vegetale quando per la produzione viene utilizzata la pelle animale? Dunque: è legittimo parlare di pelle vegetale in questi casi? In realtà, sì.

La pelle utilizzata è infatti un rifiuto industriale derivato dalla produzione di carne per il mercato alimentare.

Nonostante le nuove tendenze culinarie, come la cucina vegetariana, vegana o crudista, bisogna dire che paradossalmente il consumo di carne è in aumento. Addirittura, popoli che originariamente nella propria cultura culinaria non ne avevano un consumo massiccio, oggi si ritrovano a mangiarne in grande quantità. Un esempio è il curioso caso del Manzo di Kobe, in Giappone. Dopo l’uscita del film "Mondo Cane", nel 1962, c’è stato un aumento esponenziale del consumo di carne dovuto al falso mito delle vacche che vengono massaggiate quotidianamente dagli agricoltori e che ascoltano musica classica per vivere con gioia e tranquillità le loro giornate. Chiaramente, nessuno ha mai comprovato che tutto questo sia reale, ma sta di fatto che il consumo di carne è in costante aumento.

Comunque sia, dopo la lavorazione, le pelli vengono gettate in discarica, inquinando moltissimo. La mente umana è stata in grado però di far fronte al problema, trasformando lo scarto in importante materia prima.

Secondo vari studi di protociviltà, l'uso e la concia della pelle coinciderebbero con il percorso di incivilimento dell'uomo. La pelle, in antichità, veniva usata per i finimenti dei cavalli, asini, per l'abbigliamento (scarpe, giubbe, vestiti), le corde, le maschere simboliche, strumenti da lavoro, ecc., fino ad arrivare ai giorni nostri, dove è ancora molto impiegata.

Ritornando alle scarpe, gli esperti di problematiche cutanee concordano nell'affermare che il piede è un sistema che nasce nell’ottica di camminare scalzi, ma oggi, siccome non è possibile per evidenti problemi di varietà dei terreni su cui camminiamo, di salubrità, di estetica e rispetto reciproco, la scarpa che lo ricopre deve essere plasmata in relazione alle varie caratteristiche del piede.
Una delle tante, e forse la più importante, è la sudorazione, aspetto al quale troppo spesso riserviamo poche attenzioni. L’ideale, per curare nel modo giusto il piede, sarebbe scegliere scarpe foderate con pelle bovina conciata al vegetale. La pelle bovina, a differenza di quella di maiale, non è grassa ed ha una grande capacità di assorbimento del sudore. Se conciata al vegetale, cioè mediante l’utilizzo dei tannini, la pelle è anche antibatterica, in grado di controllare lo sviluppo di batteri all'interno della scarpa, evitando anche i cattivi odori.

Al contrario, i materiali sintetici, spesso usati indiscriminatamente come fodera interna, non assorbono il sudore e incentivano il proliferarsi di batteri a causa dell'umidità che rimane all'interno della scarpa. In questo modo, la cute diventa predisposta allo sviluppo di micosi alle unghie (malattia molto diffusa proprio perché vi è umidità all'interno della scarpa, e quanta pubblicità di antimicotici fanno alla TV!). Inoltre, anche quando si tratta di vera pelle, è bene informarsi sulla concia. Molto spesso, per questo processo, viene usato il cromo, che permette sicuramente una concia più rapida (si parla di 7-11 ore di lavoro) ma anche una maggiore possibilità di contrarre allergie da contatto, sempre più presenti nella popolazione europea.
Noi di Ragioniamo con i Piedi, con le nostre scarpe, evitiamo l'insorgere dell’allergia, aiutando chi soffre di questi problemi, causati soprattutto dal contatto diretto con i Sali di cromo (motivo per cui la fodera interna è forse la parte che più deve interessare quando si valuta l’acquisto di un paio di calzature).

Con noi di Ragioniamo con i Piedi potrai scongiurare rischi o l’insorgere di problemi dovuti all’uso di materiali di cattiva qualità. Dà un’occhiata alle nostre scarpe. Se sogni una calzatura su misura, comoda, che non ti crei disagi o problemi, allora rivolgiti a noi. Con i nostri metodi di misurazione saremo in grado di creare la Scarpa Perfetta, tenendo in considerazione anche eventuali problematiche del piede. Esprimi un desiderio, noi lo realizzeremo.