Sono in treno e torno da Napoli. Ho trovato una città pulita, organizzata, che non ha perso la propria simpatia. Mi ritrovo in tasca tre paia di calzini (3% poliestere e 93% cotone) che un simpatico venditore ambulante mi ha rifilato in Piazza Plebiscito annullando ogni mio tentativo di sfuggire alla sua irresistibile dialettica, la tal cosa mi è piaciuta, lui era veramente irresistibile. Me ne vado con l’impressione che De Magistris, verso il quale ho sempre provato una grande simpatia, ce l’abbia fatta a realizzare a Napoli quella che tutti, prima del suo impegno come sindaco, reputavano fosse un’Utopia: rendere vivibile e pulita Napoli. Sicuramente i napoletani lo hanno aiutato. Utopia realizzata? Non lo so ma l’impressione è che abbiano trovato la stella che indica la strada.

 

Provo piacere misto ad orgoglio quando vedo realizzati progetti apparentemente senza futuro e non posso resistere a pensare che anche il mio ha “gambe per correre”. Certo, “Ragioniamo” è la mia “Utopia” e nel tempo lo è diventata anche per i miei collaboratori e per tanti clienti che ci accompagnano lungo il percorso. Credo sia naturale che ogni tanto mi colga l’angoscia per la paura di non essere compreso e di perdere la fiducia dei tanti alleati che, con me, continuano a credere che un sistema economico diverso sia possibile, che la solidarietà, il rispetto delle regole, un’impresa fondata sulla correttezza del profitto e sulla costruzione di un gruppo di lavoro che si coagula attorno al bisogno di collaborare per il bene di tutti, sia realizzabile.

È per questo che ogni tanto devo tornare a riflettere sul sistema “Ragioniamo”. Perché di cambiamenti ce ne sono stati tanti, alcuni sono stati percepiti come necessari, altri come se avessimo “rinnegato” l’utero che ci ha partorito.

 

L’elemento che ci relaziona con i nostri clienti/alleati è il più sintetico ed il meno traducibile:

 

IL PREZZO

 

Chi mi sta vicino sa che su quella “sinteticità” si fonda la possibilità di costruire relazioni o dilatare fratture.

 

Per questo, ogni tanto, riprendo a parlarne per far capire su cosa si fonda la nostra “UTOPIA”.

 

RICAPITOLANDO

 

Collaboriamo con 4 manifatture che realizzano scarpe su modelli indirizzati verso diverse tipologie di utilizzo.

  1. Devono essere costruite con pellami di grande valore conciati con tannini per evitare ogni allergia.
  2. Devono essere costruite con tecnologie che rispondano al bisogno di robustezza e durata nel tempo.
  3. Devono rispettare la dignità del lavoro ed essere da stimolo affinché nuove persone intraprendano la strada di costruire scarpe che rivitalizzano la cultura del sapere artigiano.
  4. Vogliamo che siano oggetti particolari, che sappiano parlare a tutti affinché ognuno possa avere l’esperienza di portare una scarpa unica, comoda, onesta e rispettosa dell’ambiente e dei piedi.
  5. Fare questo ha bisogno di un sistema distributivo nuovo che non si può permettere di passare attraverso quello che conosciamo fondato sulla pubblicità e su tutti i passaggi di mano che fanno diminuire la qualità delle scarpe e lievitare il prezzo.

 

leggete qui la nostra politica di prezzo

 

ESPERIENZA DI PRODUZIONE:  LA NOSTRA PIEDE PUNTO ROSSO

 

Per testare la nostra capacità di ricostruire filiere artigiane abbiamo cominciato l’esperienza di una nostra piccola produzione artigianale da cui deriva la scarpa Piede Punto Rosso. Con essa possiamo permetterci di sviluppare tutte le nostre sperimentazioni sia sui materiali da usare, sull’eccellenza delle concie delle pelli, sulle competenze che necessitano fare una scarpa di prestigio, i costi da sopportare. Questa esperienza ci dà una libertà di azione in quanto siamo noi a decidere tutto. Siamo così in grado di sviscerare ogni problema, trovare le soluzioni per ogni incidente di percorso, offrire il massimo della trasparenza senza alcuna reticenza.

Questo ci permette di realizzare un progetto ambizioso spiegare pezzo per pezzo le nostre scarpe:

 

realizzeremo un BUGIARDINO che inseriremo all’interno della scatola dove indicheremo:


1) chi sono i nostri fornitori, quanto incidono nel costo della scarpa punto per punto e area di intervento per area di intervento

 

2) ci saranno le indicazioni terapeutiche derivanti dalla procedura di realizzazione delle materie prime, le allergie che si possono evitare, le indicazioni d’uso: come una medicina correttamente spiegata.

 

3) ove possibile, aggiungeremo gli studi che stiamo portando avanti con delle università, per far capire perché scegliamo certe strade e facciamo certe scelte.

 

Questa sarà la RICETTA su cui impastiamo le nostre scarpe e avrete così dei dati precisi su come valutare il prezzo e gli sforzi cui fa riferimento.

 

Potremo scegliere cosa togliere e cosa aggiungere (nelle lavorazioni e nei materiali) per controllare il prezzo attraverso i nostri alleati-clienti in modo da far funzionare la rete di legami che abbiamo. In modo che ci sentiamo veramente legati dall’impegno di costruire un’impresa che sia esempio di nuova economia.

 

«Non cambierai mai combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta». Richard Buckminster Fuller