NON SI DÀ VITA VERA IN QUELLA FALSA

Theodor Adorno

Non avrei mai pensato di scomodare un così insigne filosofo per parlare delle frustranti confusioni che il sistema delle “marchette” comunicative organizza sotto il nostro naso.


GUARDIAMO LE SOAP OPERA E COMPRIAMO DETERSIVI

Vi ricordate le SOAP OPERA?

Le Soap Opera (lett. Opere Sapone) sono state il primo esempio eclatante in ambito commerciale di come mettere a segno un messaggio in modo subliminale grazie al posizionamento strategico di immagini specifiche.

Mi spiego meglio.

Le Soap Opera erano finanziate dalle grandi imprese americane produttrici di detersivi che, non contente del solo posizionamento di spot pubblicitari nel corso della messa in onda, decisero di finanziare la produzione delle fiction. Lo scopo era quello di creare l'immagine della perfetta casalinga americana tramite il posizionamento di specifici prodotti per la pulizia all'interno delle diverse puntate: in questo modo le spettatrici incosapevoli si trasformarono in consumatrici del "detersivo giusto".


sostenibilità ivory soap


Oggi che il tema della sostenibilità di ogni manufatto nei confronti dell’ambiente è l’elemento discriminante nella scelta d’acquisto, come vengono dipinte le scelte nei confronti delle materie prime?



SOSTENIBILITA’: QUESTA SCONOSCIUTA!


Si fa un gran parlare di sostenibilità ed ecologia e tutti noi che ci sentiamo più responsabili, ci facciamo impressionare da soluzioni geniali; sembrano innovazioni grandiose in grado di limitare l'inquinamento nel settore moda, trasporti, alimentazione, benessere e chi più ne ha più ne metta.

Ma non è così.

Parliamo di scarpe.

Difendere la NATURA producendo scarpe che ne rispettino le dinamiche  e che si possano vendere a prezzi competitivi e vantaggiosi è un bel “casino”, ve lo assicuro.

Ciò che sembra rivoluzionario in termini di sostenibilità a primissimo impatto è spesso, in realtà, un approccio non vantaggioso, anzi, deleterio per la natura se si approfondisce davvero.


LA SIMILPELLE REALIZZATA CON SCARTI VEGETALI NON È ECOLOGICA


Mi riferisco a tutti quei brand che, cavalcando l'onda della green-economy-a-tutti-i-costi realizzano i propri prodotti con materiali o modalità che non sono affatto sostenibili ed ecologici.

Tutti sicuramente avete sentito parlare delle sneaker in similpelle ottenuta dagli scarti di mela.
Sarebbe meraviglioso vero? Delle scarpe fatte con le bucce di mela! Stupendo, ne voglio un paio: sono alla moda ed ecologico!

Ma non è così.

Nelle produzioni industriali, anche quelle della frutta, si usano molte sostanze chimiche che rendono gli scarti vegetali dei...rifiuti speciali.

Questi rifiuti in condizioni normali diventerebbero dell’ottimo compost ma non è possibile indirizzarli a quel destino perché troppo carichi di chimica dannosa. Allora diventano rifiuto speciale, costoso nello smaltimento che avviene solo attraverso discarica o inceneritore. 

Vi sono oggi delle tecniche per recuperare questi rifiuti organici e realizzare materiali nuovi come le similpelli. Il rifiuto organico però viene trattato fino ad essere adatto ad essere mischiato con del POLIURETANO (50% della similpelle finale).

Le sole bucce di mela, infatti, non sono sufficienti a creare un materiale resistente adatto a delle calzature e quindi che si fa? Si aggiunge della plastica nuova di zecca.

Posto che sarebbe bello sapere se i pesticidi usati sono stati depotenziati nell’operazione di amalgama, mi inquieta il fatto che per produrre una similpelle di cui si sbandiera soprattutto la sua organicità, si nasconde che la componente di rifiuto organico viene tenuta insieme con dell’altra plastica.

Il POLIURETANO poi, nella sua polimerizzazione poliestere ha una vita breve nella versione compatta, nel giro di qualche anno si trasforma in una polvere che si disperde nell’universo provocando ulteriore inquinamento da microplastica (il vero enorme e tremendo problema dell’inquinamento del mare). 



Avete mai notato ai lati di qualche sentiero la presenza di suole di gomma di basso spessore abbandonate perché sono state perse? Quello è un esempio di come si comporta il POLIURETANO nel tempo.


Scarpe inquinanti sostenibili


Le suole che sono state applicate alle scarpe poi perse durante l'utilizzo, sono realizzate con una bicomponente di materiali: gomma e poliuretano. Il poliuretano essendo per sua natura una colla, tiene insieme la tomaia con la gomma che tocca terra. Dopo qualche anno però si degrada, essendo poliuretano poliestere, e diventa, letteralmente, polvere. Il risultato è che perdiamo la suola di gomma durante la passeggiata. Ecco un esempio di come si comporta il PU.


Per questo non si dà vita vera in quella falsa.

Posto che l’amore per la natura dovrebbe riempire il cuore a prescindere da questo momento storico, il rispetto per l'ambiente deve esprimersi attraverso scelte che la rispettino davvero più che violentarla ancora.

L’amore per la natura è un vero afflato emotivo, coltivato vivendola e conoscendone le dinamiche, la bellezza e la fragilità.

Per rispettarla bisogna conoscerne i meccanismi, approfondirne i limiti e le potenzialità, saperle esprimere in modo chiaro. 

Non si può pensare che il vocabolario cui si alimentano le nostre azioni quotidiane rimanga quello di una volta. Il nostro comportamento deve essere rivoluzionato da cima a fondo e il percorso per farlo non è né facile né già pronto e confezionato. È tutto da reinventare.

Ci vuole la cultura di chi sa che ogni nostra azione, anche la più semplice ed insignificante, ha una sua ricaduta in natura. Anche la più rispettosa inquina sempre un po’, ma è nella relazione rispettosa, assistita dalla conoscenza, che tutto è sopportabile e sostenibile.

Per concludere io credo che soluzioni miracolistiche non ce ne siano allo stato attuale degli studi.

I miracoli servono, se debitamente confezionati, a confondere le acque offrendo all’utilizzatore delle soluzioni che lo assolvono da responsabilità che sono sue solo in parte.

Solo chi spiega con approfondita passione e sa rispondere sempre ad ogni quesito in modo soddisfacente merita il nostro contributo di acquisto. 

Ragioniamo con i Piedi non offre miracoli con le sue scarpe.

Offre soluzioni che puntano alla durata e alla riparazione. Le nostre pelli interne (le fodere) sono realizzate con pelli conciate con una concia antichissima, quella con corteccia d’albero intrisa di tannini naturali, che ha più di 6000 anni e ovunque si è fatta non ha mai prodotto inquinamento (quella al cromo in 70 anni ha prodotto disastri ambientali irreparabili). È un toccasana per il piede e per l’ambiente.

Senza se e senza ma.

Scarpe sostenibili naturali ecologiche


Non proponiamo miracoli, ma quella che crediamo essere la soluzione davvero più ecologica e sostenibile; non solo per quanto riguarda la scelta dei materiali e il sistema di produzione, ma anche e soprattutto per la volontà di realizzare calzature che siano più durevoli possibili.


È per questo che proponiamo di fare dei tagliandi alle nostre scarpe in modo da prolungarne la vita, come con le nostre automobili che sono soggette ad usura.

Consigliamo a chi ci sceglie di ripristinare un atteggiamento di cura verso le nostre scarpe che hanno bisogno di essere spazzolate, ingrassate, curate perché devono durare il più possibile. Tutto questo diluirà il costo del prodotto nel corso del tempo (1 paio di scarpe da 50 euro ogni anno VS 1 paio di scarpe da 200 euro ogni 10 anni è un bel risparmio!), ci fa divertire mentre ci prendiamo cura dei nostri oggetti, ridando valore ad ogni spazzolata e ci fa rispolverare abitudini che, in fin dei conti, aiutano noi ma soprattutto l’ambiente. 


A presto,
Gigi