I tannini sono delle sostanze naturali, essenziali per la concia delle pelli. Si tratta di elementi polifenolici sintetizzati nelle piante e presenti in concomitanza della corteccia, ma anche dei fusti, delle foglie e delle radici. Nella pianta servono per la difesa, per fare in modo che eventuali predatori stiano lontani e non pongano fine al ciclo produttivo. Infatti, caratteristica preponderante, è il sapore pungente e sgradevole, che allontana dunque eventuali pericoli.

Per quanto siano presenti in tutte le specie vegetali, ci sono alcune piante che ne hanno una concentrazione maggiore, come ad esempio il Quebracho, il Castagno e la Mimosa e sono proprio queste le piante che vengono utilizzate per l’estrazione destinata all’uso industriale.

Ma vediamo nello specifico cos'è il tannino e a cosa serve nella concia della pelle.


Cosa sono i tannini

Abbiamo già un po’ accennato a cosa sono i tannini. Come abbiamo visto, si tratta di una sostanza naturale presente in tutte le specie del mondo vegetale, anche se in alcune è maggiormente concentrata, soprattutto nel legno e nella corteccia. Si tratta di polifenoli, sostanze antiossidanti che aiutano a preservare i tessuti. È proprio grazie a loro, quindi, che la pianta riesce a sopravvivere in condizioni climatiche estreme, così come è grazie a questa sostanza se il legno non marcisce a stretto contatto con l’acqua. Dunque, non c’è da stupirsi se viene estratta per essere utilizzata dalle industrie. 

Il procedimento di estrazione del tannino è plurisecolare ed è fondamentalmente rimasto immutato nei secoli. Per prima cosa, i tronchi, normalmente di Castagno e di Quebracho, essendo i più pregni di questa sostanza, vengono lasciati asciugare all’aria per poi essere sminuzzati finemente, in modo da poter esporre la maggior superficie possibile che, a contatto con l’acqua calda, rilascia poi il tannino. Normalmente, l’acqua deve essere caldissima, dai 100° in su. Il lato positivo di questo processo è che non serve altro: infatti, oltre all’acqua bollente, non è necessario aggiungere alcun tipo di additivo chimico o di sostanza per incentivare il rilascio.
A questo punto, messe ad infusione le chips di legno, l’acqua si tingerà di un bel colore marrone intenso e si sentirà un forte aroma. Una volta terminata l’estrazione, il legno non viene gettato via, bensì viene destinato a centrali termiche oppure viene trasformato in pellet per stufe. Insomma, qua non si butta nulla! Ma torniamo al tannino.
L’infuso ottenuto viene lasciato raffreddare e viene poi purificato. A questo punto, il processo di estrazione è terminato: l’estratto di tannino è pronto per essere impiegato. Può essere utilizzato in moltissimi ambiti e in particolare, come ben sappiamo, nei processi di concia del cuoio.


Tannini: proprietà e caratteristiche

I tannini hanno proprietà rilevanti. Abbiamo già visto che vengono utilizzati da secoli dall’uomo per la concia delle pelli, ma quali sono le altre proprietà? 

Innanzitutto, se assunti per via orale, possono raggiungere l’intestino, dove vengono trasformati e sintetizzati ad opera della flora batterica presente. È così che sprigionano il loro potere e i loro benefici sul corpo umano.

Primo tra tutti è l’effetto astringente. Infatti, questa sostanza, una volta entrata in contatto con le proteine presenti nella mucosa digerente, la rendono poco permeabile, proteggendola così da eventuali parassiti e sostanze nocive, riducendo la secrezione. 

Importantissime sono le loro proprietà emostatiche, motivo per cui vengono spesso impiegati nella produzione di prodotti antiemorroidari.

In fitoterapia, vengono impiegati anche per curare l’ipersecrezione sebacea, grazie alle sue proprietà astringenti e antinfiammatorie. Vengono dunque sfruttati per la produzione di prodotti per l’acne, per la forfora e in generale prodotti ad uso topico.

I tannini, però, non vengono utilizzati unicamente dall’industria cosmetica. Infatti, vanno ad integrare anche il mangime destinato agli animali, visto che in natura, istintivamente, ne assumono grandi quantità attraverso il consumo di radici, bacche, foglie, etc. Si tratta di sostanze necessarie per il benessere dell’animale, soprattutto per il corretto funzionamento della flora batterica intestinale e per l’assimilazione di una grande quantità di antiossidanti naturali.

In realtà anche noi, nella nostra alimentazione, ne assimiliamo. Ad esempio, l’astringenza del vino rosso è dovuta proprio a queste sostanze, che ne conferiscono anche gusto e colore. Il tannino è presente grazie all’uva, nella quale si concentra soprattutto nei semi e nella buccia, e grazie alle botti di legno, in cui il vino viene lasciato invecchiare.


I tannini per la concia vegetale

Eccoci al motivo per cui noi tanto amiamo i tannini: la concia vegetale!
Questa lavorazione apporta notevoli benefici al prodotto e all’ambiente. Le pelli ottenute sono perfette per la cute sensibile, essendo ipoallergeniche e adatte dunque a chi soffre di allergia al bicromato di potassio o al cromo.
Nel caso delle calzature, la concia vegetale permette di mantenere il piede asciutto grazie all’altissima traspirabilità.
Dunque, il tannino è il nostro eroe: è grazie a lui che possiamo permetterci di utilizzare, per la produzione delle nostre scarpe, materiali di altissima qualità in totale rispetto del piede e della pelle, senza ricorrere all’impiego di sostanze nocive o tossiche.

Se anche tu vuoi scoprire i benefici del tannino, prova le scarpe conciate al vegetale: non tornerai più indietro!